La tata Tina e il sapore

La tata Tina è un portento, non è mica una persona normale. Dice, quanti anni ha? Non so, mille, forse. Che un’età mica ce l’ha davvero, è un capolavoro della natura che al tempo gli è scappato, gli ha fatto un baffo e gli è sparito, e ora si muove in libertà. Il tempo? Lei se ne frega del tempo. E’ un luogo lei, uno spazio. In questo piccolo mondo coi capelli color del miele capita che il passato e il futuro si mescolino e quel che ne esce fuori è un pensiero così semplice e così sicuro che sembra quasi un terremoto. Perché è sincera lei, è vera, diretta, immediata. Quando le si chiede un’opinione lei ci pensa su e poi scatena il terremoto. Così, in due parole.

Ieri, per esempio, le abbiamo fatto assaggiare un gelato al cocco fatto a mano che è una hit del mercato di Winterfeldt, lo fa una signora di Guadalupe, con la ricetta della sua mamma, tutta una storia su questi prodotti hand made che c’è la fila e tutti in visibilio e insomma un teatrino che guai… Quindi – che la tata Tina è quella che il gelato se lo fa da sé, con le uova delle sue galline, con la panna fatta da lei col latte della sua mucca e quando ti guarda se lo ricorda e socchiude gli occhi dicendo che, mh, era così buono, e te ti immagini di saltarci dentro a quel ricordo per affogare nei paradisi del sapore assordandoti con lo strepitìo orchestrale del gusto, mh, vabbé. – lei lo prende, ne assaggia mezzo cucchiaino con la punta della lingua, dove probabilmente c’è la sede del riassunto della storia del sapore occidentale, siamo chiari, ci pensa e dice

– Cannella.

– Ma, dico, probabile, fanno tutta una storia con le spezie di Guadalupe e di qui e di là, possibile che usi la cannella. Però io non ce la sentivo, a dire la verità, la cannella? e già uno si sente minuscolo, piccinino, praticamente un incapace Di sicuro c’è dell’essenza di mandorla, abbozzo

– Ah, certo, la mandorla.

Poi ci pensa, finisce il secondo mezzo cucchiaino di gelato e, un po’ sconsolata ché a lei il gelato piace davvero e tutta questa fatica di stare a girare la macchinetta per ore e ore, insomma, quella povera signora…

Be’, ma non ha sapore. Non sa di niente. Fa bene a metterci la cannella e la mandorla perché altrimenti sarebbe completamente senza sapore

Accanto alla tata Tina il mondo acquista tutt’altro senso. Come la fila di persone che sono state lì ad aspettare un bicchierino con tre euro di gelato dentro insapore, o gli sguardi di chi arriva e il gelato è finito e quasi si metterebbero a piangere. Ecco perché la tata Tina è un terremoto di verità. Lei si fida del sapore. Il sapore, e chi se lo ricorda più il sapore?

Poi ci pensa lei e fa una torta, una semplice, eh, che a lei piacciono le cose semplici, e allora apriti cielo! Spalancati! Spalancati te e spalanca tutta la tua bocca che te ne facciamo assaggiare un pezzettino e così ci regali almeno una settimana, un mese un anno di sole meraviglioso.

Niente è più preciso e più vero del sapore, si possono zuccherare i pensieri, si può indorare un racconto e si può fantasticare sulle apparenze, ma il sapore è lui e spesso, ormai, non c’è. Ma quando c’è…

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