Tęsknota

Quando ancora la vita fidicina si srotolava sotto lo sguardo bonario del vecchio Zuly, le giornate venivano spesso rese straordinarie da varie meteoritiche comparse, o arrivava il babbo ell’era una baraonda o capitava un’amica e si diventava turiste o le pupe venivano coinvolte in una mondanità vociante delle loro e si conoscevano nuovi luoghi della polonese cittadina. Quello che peró davvero si succhiava via ogni pur minuscola tristezza era lo sguardo cerbiatto dell’amica ungherese di maman. Quando, sempre del tutto inaspettatamente, arrivava lei, era come se la vita su Zuly si tuffasse nell’euforia più sincera, l’era un’imbriacatura complessiva di letteratura e di storie, una risata senza fine che finiva per sapere di aglio e di miele, aglio nell’insalata e miele con il tè, ma non dentro, ibbó, a parte, roteante su un cucchiaino, che il miele è un’esperienza di consistenza, per lo più. E persino i cani eran talmente felici che diventavano tutti lucidi e scodinzoloni.
Con maggio si avvicina il compleanno di maman e gli anni che arrivano finisce che fanno da soli il calcolo di presenze e assenze. Chi lo sa, c’è qualcosa che dentro si schiude e c’è un pallottoliere del cuore, un contatore dell’equilibrio emotivo. Se il pensiero va all’allegria di una festa, poi, ecco, una festa senza quegli occhi cerbiatti sarebbe come un pacco di candeline senza torta, come un lago senza alberi intorno, come un auto senza sedili, un qualcosa che sì, certo, ma anche no, proprio no.
Che van bene gli amori, anche se papà Bakunin ultimamente latita in amorosità, van bene i figlioli, ma poi ricomincia la scuola e tutta l’energia sta nel mantener l’equilibrio a che non litighino perché lei mi ha preso la gomma, non è vero è mia, e insomma fatela finita, va bene anche la tata Tina, che peró si è azzoppata e son due settimane che sta in casa e non ne puó più e se poi si continuano a cucinare cose strepitose qui si fa la collezione dei bellucci sui fianchi, va bene tutto, la casa, la famiglia va benissimo, ma un’amica con lo sguardo di cerbiatto andrebbe meglio.
Molto meglio.

Uffa.

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