In un grappolo d’uva

Giornata vagamente grigia, temperatura noisoamente fredda e ragazzini fidicini insolitamente a casa. Se sono capaci di smettere di giocare e fare casino, vestirsi per bene e fare colazione senza sporcare – così come intimano loro le parole d’arringa di Mutti Von Metternich – allora tra poco usciranno tutti e la cara Carlotta se li porterà al mercato, lasciandoli poi uscire uno per uno, vocianti e correnti.

Che siccome nonostante si viva di sola poesia, ahimé, tocca pure lavorà. Ma poi al mercato si sta nella vita e in quella distanza da vocabolari e biblioteche capitano anche momenti di silenzio buono a scrivere. Maman di solito se li fa scappare, ma non sempre.

 

In un grappolo d’uva

 

Vorrei trasformarmi in un grappolo d’uva

e vorrei che proprio quel grappolo

tu scegliessi al mercato

Sentirmi allora passare da una mano all’altra

riporre in una busta di carta

Vorrei sentirti camminare

aspettare là dentro

al buio

in silenzio

Aspettare la mano

le dita

che apriranno la busta

schiuderanno quel buio

e

chicco

dopo

chicco

mi spoglieranno

per mangiarmi.

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2 thoughts on “In un grappolo d’uva

  1. zia peonia ha detto:

    Wow

  2. zia peonia ha detto:

    questa e´ tua pero´!

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