Minuscole voragini

Pranzare durante la settimana con papà Bakunin accade di rado. In generale pranzare con papà Bakunin accade di rado. Pranzare con un papà Bakunin tranquillo, sereno e rilassato poi, era sì accaduto nel passato, certo, ma non più di due tre volte negli ultimi dodici anni, a quanto maman si ricorda, ed era almeno il quarto o quinto giorno di vacanza, che il Signor Adrenalina ci mette comunque almeno tre giorni interi a fermarsi del tutto. E’ una questione di inerzia. Lui corre lo stesso, tanta è l’energia che accumula nel muoversi. E lui si muove sempre, anche di notte quando dorme, in realtà sogna, pensa e comunque si sveglia per baciare Pasqualino. La mano destra di papà Bakunin era oggi sì, comunque, nel suo continuo e abituale formicolio sulla tastiera del telefono, ma ogni tanto prendeva anche la forchetta in mano, e degustava le prelibatezze austriache ordinate da maman, guardandola e parlando con lei in grande armonia. Insomma oggi forse, sempre che non fosse in acido, una qualche ruota ha cominciato a girare diritta. O forse no. Maman non lo sa e se lo chiede, ma lo fa piano piano che non si sa mai si incrini il momento magico.

Fatto è che al muro c’era una vecchia carta geografica del regno di Austria Ungheria e baciato da quell’aura di particolare buonumore, uscendo, papà Bakunin ha sorriso, dicendo a mezza voce che in effetti è proprio così, dopo aver letto certe poesie anche una carta geografica la si guarda con altri occhi.

Questa è l’influenza benevola della signora polacca che è un’artista dell’immediato, perché il suo sguardo, con estrema leggerezza, è capace di spalancare minuscole voragini nella vita di tutti i giorni. E questo i fidicini accolgono con grandi sorrisi, perché la quotidianità è un brulichio di vita, di tempo e di spazio. Viva le minuscole voragini.

 

Carta geografica


Piatta come il tavolo
su cui è stesa.
Niente sotto di lei si muove
e non cerca fuga.
Sopra di lei – il mio umano respiro
non crea mulinelli d’aria
e tutta la sua atmosfera

lascia in pace.

Le sue valli, le pianure sono sempre verdi
le colline, le montagne, gialle e marroni,
e i mari, gli oceani, d’un azzurro amichevole
lungo i bordi sciupati.

Tutto qui è piccolo, disponibile e vicino.
Posso con la punta di un’unghia schiacciare i vulcani,
accarezzare i poli senza guanti spessi,
posso con un solo sguardo
abbracciare ciascun deserto
insieme al fiume presente proprio lì accanto.

Le foreste sono indicate con qualche albero
tra i quali sarebbe difficile perdersi.

A est e ad ovest
sopra e sotto l’equatore –
il silenzio sparso come semi di papavero
e in ciascun granello nero
vivono le persone.
Fosse comuni e rovine improvvise
no, non in questo quadro.

I confini dei paesi sono a malapena visibili
come se fossero in dubbio se essere o non essere.

Mi piacciono le mappe, perché mentono.
Perché non danno accesso alla verità violenta.
Perché con magnanimità e senso dell’umorismo
mi spiegano sul tavolo un mondo
non di questo mondo.

Wislawa Szymborska, da ”Wystarczy”, ed. a5

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3 thoughts on “Minuscole voragini

  1. Vanessa ha detto:

    Minuscole le voragini. Immense le parole.

  2. Leonardo ha detto:

    Bello! Tematiche simili, ma trattate in stile molto differente, si trovano nella poesia di Tomasz Rozycki. Riporto due frammenti dalla raccolta “Colonie”:

    “[…] Freud ha sognato / di aver scoperto un mondo che non c’era / sulla mappa e ora non ci si può incastrare”.

    “[…] controlla ogni giorno / con la lingua il destino di chi dorme / in fondo al fiume verde, fa il turista, / l’appassionato d’arte, compra mappe, / vi cerca un luogo, un refuso, un paese falso.”

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