A tavola

Il giovane minuscolo e splendido è stato portato dai genitori di papà Bakunin, il nonno Bismarck e la nonna Biancaneve. Qui, il piccolo ha regalato uno dei suoi siparietti, un ennessimo sketch lungo la strada che lo porterà a sedere sul trono del bambino perfetto. Lui, il piccolo imperatore dei lattanti.
Arrivato a casa di quei due signori un po’ anziani si è guardato intorno e ha fatto due passi per la casa, perlustrando tutto in piena serietà, evidentemente per capire con chi aveva a che fare. Finito il giro ha regalato a pioggia i suoi sorrisi e i suoi giochi con le manine mentre le sue gambe stortissime davano quel che in più di tenerezza per conquistare per sempre quei due signori comunque ben disposti. Intorno a lui, a fare confusione e a non capire la serietà della drammaturgia in atto, c’erano le sorelle, che sporcavano la scena ostentando un’intimità decisamente fuori luogo. Però lui non parla, e pare che abbia intenzione di maneggiare da professionista il teatro dei sentimenti prima di preoccuparsi delle parole, roba di anni, quindi per occupare pienamente la scena il capocomico ha bisogno di spazio, di tempo e del luogo giusto. E questo lui organizzava.
Mentre le due pettegole si sbracciavano a recuperare gli spazi di casa, lui, lo stratega della seduzione, individuava il terreno della vittoria.
A pranzo!!
Se Ulisse cadeva con le donne era perché era un greco, ché l’italiano casca a tavola, non ci piove.

E lì, lui, ha vinto lo sguardo dei nonni alzando il cursore della dolcezza fino a tatuare un sorriso perenne su quei due volti innocenti.
Si è seduto da solo, e mantenete anche la distanza, per favore ch’è caldo e ho bisogno di spazio.
Ha preso la sua forchetta, il coltello no, grazie che sono piccolo, ho quasi 15 mesi.
Si è fatto servire pomodori, zucchini trifolati e roast-beef (gli altri mangiavano ròsbif, invece), ha mugugnato un chiarissimo basta grazie, va bene così, molto gentilee ha mangiato tutto. Tutto. E da solo. Da solo, composto e pulitissimo, usando sempre e solo la forchetta che nemmeno un commesso viaggiatore in giacca e cravatta col suo migliore cliente! Nemmeno un promesso sposo davanti ai futuri suoceri un attimo prima di chieder la mano della figlia!
Finché davanti al piatto vuoto e all’inebetita euforia del nonno cheluiunbimbocosìnonlohadavveromaivisto ha decretato la sua vittoria, ridendo un pochino e godendosi lo scivolone delle due sorelle che a quel punto, nonostante nella competizione si fossero costrette a stare quasi composte, comunque sedute al tavolino e a finire quel che avevano nel piatto, piccinine, con le forchette in mano sembravano le sorelle di Cenerentola al ballo a palazzo.

E pensare che le strategie educative sono state le medesime.

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