Italiana, lei?

Che maman non ce la fa piu’, le casca la stanchezza dalle mani e poi le si riappiccica anche addosso, che quella rimbalza, mica si stacca mai. La stanchezza, non maman. Aumenta, cresce, fa peggio dei debiti, che poi anche loro. E quindi ci sono stati momenti più allegri di questa vita fidicina del 2014. Però si va avanti, dalej dalej, dice la coscienza, e crede in un panta rei che prima o poi farà arrivare il bene come fanno i tartari, che arrivano. Arrivano.

Inoltre, per migliorare le notti insonni, per alleggerire il peso degli antidepressivi da casalinga, alias carboidrati, burro e cacao, per smuovere le acque, il sangue e le lacrime, maman ha rivoluzionato la sua vita con un costosissimo – e in tempo di debiti pare sia la miglior cosa – abbonamento in palestra.

Uno dei primi giorni si presenta, entra sicura nello spogliatoio, si spoglia, infila tutte le sue cosine dentro un armadietto, cerca di dimenticare l’atmosfera da prigione che pian piano la piglia alla gola, non guarda le donne nude che le girano intorno e che chiacchierano e ridono asciugandosi i capelli completamente ignude – e mettiti almeno le mutande che con tutte quelle cicce mi spaventi lo stomaco e poi io sono una ragazzina di provincia, a me la nudità m’è una cosa intima, mica uno può stare pelo al vento e parlare dicché si fa stasera, per lo più in tedesco, madonna, anche voi, sembra di vedere il Duomo che racconta le barzellette all’Opera e poi se ne vanno a passeggio insieme sulla Spree. Maman ce la fa, sa di farcela, basta raggungere la sala Uno e abbandonarsi al Body Art, chell’è una ginnastica bellina, solo che le han dato un nome che nemmeno la Gemaeldegalerie, anche voi. L’armadietto si dovrebbe chiudere con la carta, che ormai le chiavi sono roba vecchia peggio di carta e penna, è tutto magnetico il futuro. Figurati, non c’è più nemmeno la ginnastica, ormai si fa Body Pump, o Body Art, che uno si chiede quanto scarsa sono io? Pump no, non ce la farò mai. Art, forse, sa di museo, di roba antica, va bene per me. Facile, passi la carta e lui si chiude. La carta passa, ma lui non si chiude. No, non c’è verso, non si chiude. Mamam prova e riprova, nulla. E non va bene, comincia a pensare, non va bene che le cose facili diventino difficili, è un principio sbagliato, pericoloso, non va bene. Un armadietto si apre, si chiude, è un armadietto, non è difficile. Prova ancora, prova dall’altra parte. Sistema meglio la roba dentro. Nulla.

Puttanalamadonnatroiacane! dice, infine, in uno splendido endecasillabo che fa sì che l’armadietto immanentimente si chiuda.

Ah, italiana, lei? le chiede in un unico lungo sorriso la vicina.

Quando uno dice ”una figura di merda fatta per bene”, eh? Evvài, andiamo ai’bbodiàrt.

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One thought on “Italiana, lei?

  1. Mammamsterdam ha detto:

    facciamoci riconoscere, deh

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