Archivio mensile:gennaio 2013

Rivoluzioni

– Mamma, ma non è vero che sei stonata.

Ha detto seria, come solo lei sa a volte esser seria. Lei, la mini Callas di casa fidicina. Il giovane Solone in gonnella che divide il mondo tra chi è stonato e chi non lo è. Così, lapidaria, si è espressa la ragazza all’uscita della lezione di canto dopo aver cantato a cappella per cinque minuti con la mamma la struggente canzone che aveva prima esercitato da una parte della porta al piano, mentre la mamma l’ascoltava di là, e canticchiava a mezza voce con le lacrime agli occhi e gli occhi affogati nel vuoto, nella parete, chissà dove. Perché quella povera donna ha un problema grave con la voce, forse con l’ascoltarsi, chi lo sa, fatto è che quando una melodia le scorre all’orecchio e le diventa un fiume di voce che vola per aria, lei piange come una vite tagliata. Come se quella fosse la voce che lei non ha, come se ci fosse un tubo di qualcosa che fa male che le si infila nello stomaco. E lei piange, piange e poi ride, anche, che invece a sentirsi ridicola è bravissima. E cantare non se ne parla, siamo matti. L’idea di aprire la bocca e lasciare uscire la voce le fa come i topi del Grande Fratello, è la sua più grande fobia. Mai lo farebbe. In momenti di peculiare stupidità si è anche immaginata che nemmeno con un fucile puntato canterebbe in pubblico. Poi basta una ragazzina di 10 anni che le dice un po’ stupita che no, mamma, non è vero che sei stonata che il paradiso le spalanca le porte e lo stomaco le si riempie di farfallette bianche e una felicità così bisogna agguantarla al volo e festeggiarla e ricordarla. E allora alza di volume, fai uscire questa voce, imposta bene la bocca come ti dice lei e canta. Canta. E piangi, anche, commuoviti pure, va bene, va benissimo, purché tu poi sorrida, che lei ti guarda e la segui e ti intoni a lei, e vi tuffate l’una negli occhi dell’altra  e quella voce è lo scivolo su cui vi raggiungete, è la tua figliola e non ha ancora dieci anni e intonarti a lei è come se ti prendesse la mano e correste insieme, veloci, lontane. Bellissime siete, bellissime. Bellissime voi, ma è tutto bellissimo e siete forti e siete insieme e se anche siete nella folla della ubahn che vi frega, è così bello. 

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